ALLA FONDAZIONE TELETHON IL PREMIO DEL XX MEMORIAL “GIOVANNI CARESSA”

ALLA FONDAZIONE TELETHON

IL PREMIO DEL XX MEMORIAL “GIOVANNI CARESSA”

A BENEDETTA DE LUCA  IL PREMIO “DIGITAL INCLUSION”

“Siamo orgogliosi di ricevere questo importante riconoscimento, che premia tutti noi, l’impegno di Telethon, Anffas, famiglie, persone con disabilità, volontari ed operatori, perché la forza di questo legame nasce dall’unione delle persone”. Cosi’ Rodolfo Schiavo,

responsabile nazionale Area Territorio Fondazione Telethon, accompagnato da Ivano Scarcia responsabile Area Territorio Fondazione Telethon Campania e Tommaso D’Onofrio, Coordinatore Telethon per la Provincia di Salerno ieri sera al Sunrise Accessible Resort di Battipaglia (Sa) ritirando il Premio del Memorial Giovanni Caressa,  istituito dalla Fondazione e dall’Associazione Anffas di Salerno, presieduta da Salvatore Parisi  annualmente conferito alle personalità che si sono distinte nell’ambito sociale e dell’inclusione.

In occasione dell’evento celebrativo del Memorial alla sua XX edizione,  dedicato ad un grande uomo che circa 60 anni fa ebbe l’ìdea di fondare l’Anffas a Salerno impegnando la sua vita alla tutela dei diritti delle persone con disabilità,  ieri sera la consegna del

Premio alla Fondazione Telethon in riconoscimento dello straordinario impegno e contributo nel campo della ricerca scientifica per le malattie genetiche e per l’ormai nota partnership con Anffas, che quest’anno vede traguardato il suo primo decennale, testimoniando l’impegno comune ad accrescere la consapevolezza della ricerca per le persone con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo.

Quest’anno per la prima volta è stato istituito il premio “Digital Inclusion Award”, per l’impegno sull’inclusione e la disabilità sui social media, che è stato assegnato a

 Benedetta De Luca, salernitana, influencer, creatrice di moda e scrittrice, nata con una condizione medica rara definita come agenesia del sacro o sindrome da regressione caudale.  Volto dell’inclusività digitale, che si è distinta per il suo impegno nel raccontare le persone in modo inclusivo, per tutte le sue attività proposte per l’abbattimento degli stereotipi relativi alla donna con disabilità e per la valorizzazione della diversità come unicità e bellezza, non come un elemento da nascondere, permettendo tutti di sentirsi rappresentati.

“C’è ancora tanto ha fare –  ha dichiarato Benedetta De Luca, particolarmente emozionata nel ricevere il Premio per l’impegno sull’inclusione e la disabilità sui social media,   confermando il suo impegno nel trasmettere messaggi inclusivi attraverso i social. Quando non si parlerà più di problematiche legate alle persone con disabilità avremo raggiunto  un’inclusione vera e reale, ha detto la giovane influencer autrice del libro “Una vita da Sirenetta”.

Un evento ormai storico nel ricordo dell’indimenticabile fondatore di Anffas Salerno Giovanni Caressa, padre di Maria Rosaria, una ragazza con sindrome di down, che nel lontano 14 gennaio 1965 presso la scuola elementare     Matteo Mari del quartiere Torrione raduno’ venti genitori di ragazze e ragazzi con disabilità per fondare l’Anffas di Salerno,  quello celebrato ieri sera portato avanti da anni dalla famiglia e dal Presidente della Fondazione Anffas Salerno Salvatore Parisi.

“Quello che c’è da fare per le persone con disabilità è ancora un percorso dove non mancano difficoltà, ma le ultime leggi che sono state emanate per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità danno grande speranza e risalto alla dignità della persona, ha affermato il presidente Parisi, sottolineando l’impegno di Anffas nel sostegno delle persone con disabilità e delle loro famiglie nel dare risposte ai loro bisogni al fine di  garantire i loro diritti”.

A chiudere la serata che si è svolta in un clima conviviale e di festa è stato  Enrico Delle Serre, Portavoce Nazionale PIAM (Piattaforma Italiana Autorappresentanti in Movimento) e leader degli autorappresentanti di Anffas Salerno che ha interpretato la poesia scritta da Giovanni Caressa per sua figlia Maria Rosaria 50 anni fa, un testo dai toni molto intimi con un enorme carico emotivo di un padre nei confronti della figlia e del suo futuro.

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