LA POSIZIONE DEL GRUPPO “RADICI” DI BRACIGLIANO SUL CASO DEL PROF. ALFANO

LA POSIZIONE DEL GRUPPO “RADICI” DI BRACIGLIANO SUL CASO DEL PROF. ALFANO

IL Gruppo “Radici” di Bracigliano, a distanza di una settimana dalla bufera mediatica che si è scatenata a seguito delle esternazioni choc rese dal primario prof. Carmine Alfano agli specializzandi in Chirurgia Plastica dell’Università di Salerno, raccolte da L’Espresso, prende posizione sullo spiacevole accaduto.

“Come già hanno ampiamente ribadito esponenti del mondo accademico e politico – dichiarato i Consiglieri del Gruppo “Radici” – le esternazioni choc rese dal prof. Alfano sono assolutamente incompatibili sia in ambito accademico che politico con l’aspirazione ad ambire a cariche istituzionali, attesa la violenza verbale e concettuale delle affermazioni deliranti profferite”.

“In tal senso – spiegano ancora gli esponenti di “Radici” – gli organi di disciplina accademica, dopo aver avviato un’indagine interna finalizzata alla raccolta di ulteriori prove, insieme al Rettore Vincenzo Loia, bene hanno fatto a deliberare la sospensione del prof. Alfano dall’incarico in itinere presso l’Ateneo Salernitano. Parimenti, l’accademico, facendo un passo indietro e ravvisandone l’opportunità, ha saggiamente deciso di ritirarsi dall’agone politico, stante il clamore mediatico e la sovraesposizione cui è andato incontro. La violenza verbale e comunicativa delle siffatte dichiarazioni suggerirebbe, a rigor di logica, che il prof. Alfano debba necessariamente prendere in considerazione le proprie dimissioni dall’incarico accademico”.

In definitiva, i consiglieri di “Radici” sostengono che chiunque partecipi a una competizione elettorale e/o faccia parte del mondo accademico o sia titolare di pubbliche investiture, debba osservare un decalogo comportamentale improntato a dogmi irrinunciabili quali l’inclusione, la solidarietà e la trasversalità valoriale. Anche in questa sede giova ribadire come l’insegnamento, sin dai primi passi scolastici debba essere caratterizzato da modelli educativi improntati alla solidarietà, alla condivisione ed al mutuo confronto, sicuri capisaldi e baluardi dell’inclusione sociale e del dialogo collettivo.

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