ALERNO CLASSICA Incontri AMO la Musica In collaborazione con Associazione Alessandro Scarlatti Salerno Summer Concerts Museo Diocesano


S ALERNO CLASSICA IncontriAMO la Musica In collaborazione con Associazione Alessandro Scarlatti Salerno Summer Concerts Museo Diocesano 3 luglio-8 agosto presenta “Omaggio al Cinema” Orchestra da Camera Fiorentina solisti Fernando Diaz e  Marcello Nesi Direttore Giuseppe Lanzetta Salerno, venerdì 10 luglio, ore 20,30 Chiostro del Museo Diocesano-biglietto PostoRiservato  euro 12+ Diritti.  Info.: cell.:+39 3928435584 – salernoclassica@gmail.com L’omaggio al cinema dei  Salerno Summer Concerts

Secondo appuntamento con la grande musica nel chiostro del Museo diocesano di Salerno, promossi da Salerno Classica e dall’Associazione Alessandro Scarlatti. Il 10 luglio “Omaggio al Cinema” con l’ Orchestra da Camera Fiorentina diretta da Giuseppe Lanzetta, che ospita i solisti Fernando Diaz e Marcello Nesi

Secondo appuntamento dei Salerno Summer Concerts, una eterogenea rassegna di otto concerti, promossi dalla Associazione Gestione Musica, presieduta dal cellista Francesco D’Arcangelo e dall’ Associazione Alessandro Scarlatti guidata da Oreste de Divitiis, con il sostegno del Fondo Nazionale dello Spettacolo dal vivo,

Ministero dei Beni Culturali e Regione Campania Legge 6/2007.    Venerdì 10 luglio, Salerno Classica il chiostro del Museo Diocesano, alle ore 20,30, presenta un “Omaggio al cinema” con l’ Orchestra da Camera Fiorentina diretta da Giuseppe Lanzetta, che ospita quali solisti il pianista Fernando Diaz e la tromba di Marcello Nesi, per una cavalcata attraverso le partiture Nicola Piovani, Ennio Morricone, Nino Rota,  Vlad-Capponi e Louis Bacalov. Il compito di una colonna sonora non è semplice. Di solito i musicisti decidono cosa vogliono dire, e il comporre la loro melodia equivale al raccontare una storia che l’autore stesso ha deciso di narrare; per una colonna sonora è diverso, perché è più schiava della trama, deve incastrarsi e scendere a compromessi. Ne’ “La vita è bella” le partiture del maestro Piovani fanno molto di più perché prendono per mano le scene del film. La serata principierà con la sua accattivante e vincente rumbetta. Tutti avranno ascoltato nella propria vita un “Tribute to Ennio Morricone”: dietro quelle colonne  sonore che tutti conosciamo, fischiamo, canticchiamo, e vengono eseguite da qualsivoglia formazione, ragazzini, bande, orchestre giovanili, concerti da camera, grandi arene, c’è l’uso elegante di tecniche modernissime, come il serialismo e la musica concreta, combinate con elementi di popular music, influssi folk, canti celtici, canto gregoriano, trombe mariachi e un complesso di esecutori della taglia di un’orchestra sinfonica. Si inizierà con “C’era una volta il West”, il  tema dell’ Armonica, associato al misterioso pistolero interpretato da Charles Bronson, è guidato dal suono acuto e spettrale di un’armonica, che evoca vendetta e un passato oscuro. Quindi, si passerà alla semisconosciuta della Romanza Quartiere con il suo tocco gentile, il suo particolare “esprit de vie” è l’afflato di un artista, di un poeta che ha trovato nell’impalpabile linguaggio della Musica, nel suo indecifrabile magico messaggio un canale aperto di comunicazione intima e profonda, un metalinguaggio che travalica ogni confine e limite sentimentale, linguistico, culturale riuscendo ad aprire a tutti squarci di cielo, di cui essergli grati in eterno. La canzone è un omaggio ai due anarchici, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, che furono condannati a morte da un tribunale degli Stati Uniti nel 1921 e uccisi sulla sedia elettrica nel 1927 accusati di rapina e omicidio, ma condannati principalmente per la loro appartenenza politica al movimento radicale, invece che a seguito di un regolare processo che ne provasse la colpevolezza, oltre ogni ragionevole dubbio. Tanti gli insegnamenti ricevuti da Ennio: due su tutti: “La musica è esclusiva passione” e “se nella partitura vedi una vigna non è bene”, soleva infatti ripetere, sottolineando che la musica deve essere semplice e deve respirare, lasciando trasparire ogni nota”. Omaggio a Nino Rota con Il Padrino, una colonna sonora diventata ormai un capolavoro assoluto della storia del cinema, tra le più famose, è ancora oggi oggetto di interpretazioni in tutti i generi musicali: il brano I Have But One Heart cantata da Al Martino è nell’intimo sentire di tutti noi. Quindi,  si passerà al tema d’amore tratto da “La leggenda del Pianista sull’Oceano”, un film in cui Tornatore e Morricone hanno sposato le loro arti a meraviglia, creando film e musica uno per l’altro, melodie immortali, tra cui “Playing Love” è uno dei brani pianistici più celebri e intensi. Nel contesto del film, il brano rappresenta un momento magico: il protagonista Novecento (interpretato da Tim Roth) improvvisa questa melodia al pianoforte nell’esatto istante in cui, guardando attraverso l’oblò della nave, si innamora a prima vista di una passeggera. Uno stacco con la colonna sonora del film Storia di una capinera del 1993, diretto da Franco Zeffirelli composta a quattro mani dai musicisti Alessio Vlad e Claudio Capponi, musica caratterizzata da atmosfere classiche, intime e malinconiche, create per rispecchiare il dramma interiore della giovane protagonista Maria, una novizia lacerata tra l’amore per la vita, il sentimento per il vicino Nino e la sua tragica vocazione, in cui spicca il brano di grande successo “Il ricordo di un istante”, interpretato da Riccardo Cocciante, che ha contribuito a rendere le musiche del film ancora più iconiche ed emozionanti per il grande pubblico. Ritorno a Ennio Morricone con Gabriel’ oboe. “Avara pena, tarda il tuo dono/in questa mia ora di sospirati abbandoni. Un òboe gelido risillaba gioia di foglie perenni,/non mie, e smemora; in me si fa sera: l’acqua tramonta sulle mie mani erbose. /Ali oscillano in fioco cielo, labili: il cuore trasmigra ed io son gerbido, e i giorni una maceria”. E’ il Salvatore Quasimodo di “Oboe Sommerso”, il cui strumento   potrà esprimere la resurrezione di speranza e gioia e l’inversione del tempo che è alla base di questa pagina. Un brano che ha la capacità di entrare, e soprattutto rimanere, nel cuore di chi ascolta. E questo “rimanere” è sempre la spia di un compositore che scava nel profondo, e deposita nei nostri ricordi note, accordi ed effetti che resistono al tempo, con l’ampiezza della sua linea melodica, il colore delle armonie e uno sviluppo che può richiamare alla memoria certa produzione romantica del secondo Ottocento. Intermezzo con la colonna sonora del film Il Postino scritta da Luis Bacalov, per la quale vinse l’Oscar. La track list è un mix di fisarmonica, clarinetto, quartetto d’archi e pianoforte, che porta su un altro mondo. Il sound è tipicamente nostrano, che identifica l’italianità della pellicola. Gli strumenti si mantengono su una stessa linea, senza esagerare nel produrre il suono: una semplicità che caratterizzava anche il buon Troisi e che è rimasta nel cuore di tutti i cinefili. Finale con il Triello e  “Il buono, il brutto, il cattivo”, e una Western Suite, ove Morricone usa una melodia convenzionale, suonata da una chitarra elettrica, un’ocarina, e un’armonica, accanto a strumentazioni di tipo ancora meno convenzionale che includono il fischio, jodel, grugniti, vocalizzazioni talvolta irriconoscibili come umane, schiocchi di frusta e fucilate. Morricone volta, così, le spalle alle convenzioni hollywoodiane per il western e alla loro enfatizzazione dei profili melodici e dei caratteri armonici propri delle canzoni tradizionali e dell’inedia, e, definendo un nuovo modello di riferimento per la colonna sonora di questo genere.

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