
A
ssociazione Radicale Maurizio Provenza SPES CONTRA SPEM Nonviolenti, Transnazionali e Transpartiti
associazionemaurizioprovenza@gmail.com
Ill.mo Presidente del Tribunale di Salerno
dott. Giuseppe CIAMPA
SEDE
e.p.c.
Avv.ti Massimiliano FRANCO ed
Emiliano TORRE;
dott. Pancrazio CAPONETTO;
Avv.ti Silverio SICA
e
Massimo TORRE già Presidenti Camera Penale;
d.ssa Antonia AUTUORI imprenditrice;
dott. Gennaro AVELLA
Consigliere Comunale Socialista;
avv. Guido Carrozza.
SEDI
Oggetto: richiesta incontro urgente sui trattamenti inumani e degradati di detenuti e “detenenti” alla Casa Circondariale di Salerno. In particolare ed anche sui Consigli d’Aiuto Sociale (CAS) ex art.75 O P
I pannelliani radicali e nonviolenti non vanno mai in ferie. Anzi quando tutti gli altri si fermano agli ordini del generale agosto, mica restano con le mani tra le mani, rilanciano e come in questo caso convocano il Satyagraha (nella lingua di Gandhi l’amore e la forza della verità), la teoria e la pratica della nonviolenza, lo sciopero della fame di dialogo, quello declinato da Marco Pannella e Aldo Capitini, per con-vincere (vincere insieme) al Presidente del Tribunale di Salerno ad ascoltare le ragioni dell’intera Comunità Penitenziaria di Fuorni. Di chi è lì per scontare una pena o in attesa di giudizio, di chi è lì per lavoro ed è costretto a subire lo stesso trattamento inumano e degradante, chi è lì detenuto e chi è “detenente”.
La richiesta di un nostro incontro urgente risale allo scorso 24 giugno per chiedere tra le altre la costituzione dei Consigli d’Aiuto Sociale (CAS) ex art.75 O P ed al momento in cui scrivo non ha ancora avuto risposta. Il 4 giugno siamo stati a rendere visita alla Comunità Penitenziaria, quale opera laica di Misericordia Corporale con l’associazione Nessuno Tocchi Caino SPES CONTRA SPEM. Guidati dall’On. Sergio D’ELIA e dall’On. Elisabetta ZAMPARUTTI rispettivamente segretario e tesoreria, quest’ultima rappresentante italiana nel Comitato per la prevenzione della tortura (Cpt) presso il Consiglio d’Europa.
Veda, Fuorni si ripiega letteralmente su se stessa, in particolare la 1° sezione, quella di media sicurezza, dedicata ai detenuti comuni (matti, poveri cristi, tossicodipendenti e migranti) è fuori da ogni ammissibile inimmaginabile tolleranza per luoghi destinati alla frequentazione umana.
Dobbiamo quindi immaginare, come ci esortava alla riflessione Aldo Moro, non un diritto penale migliore, ma qualcosa di meglio del diritto penale. Nel frattempo le pareti delle stanze e dei piccolissimi vani destinati al WC, e degli ambienti esterni per le docce, tutti interessati da copiose infiltrazioni di acqua al limite della resistenza strutturale e umana. A ciò si aggiunge l’aumento galoppante, da percentuale superiore alla media nazionale, del sovraffollamento nelle stanze che in pochissimi metri quadri vitali (pochi centimetri per il calpestio al netto delle suppellettili) ci stanno in 7 quando va bene e 8 quando va peggio. Miracolosamente l’intera Comunità Penitenziaria resiste. Qui ristretti donne e uomini sottoposti ad una pena (spesso anticipata) illegale, insieme a chi per lavoro è sottoposto allo stesso trattamento inumano e degradante, per giunta quest’ultimi senza aver subito né una condanna e né tantomeno un provvedimento giudiziario. Oramai alla quarta ondata di caldo torrido che ti lacera la carne, carcerati e carcerieri accomunati dallo stesso disumano destino. A volte (sempre più spesso) alla pena si aggiunge la pena corporale (che credevamo di aver abolito). Una pena fino alla morte, una morte per pena sia per custoditi che anche per i custodi. Per questo evidentemente Papa Francesco denunciava la pena di morte mascherata sia per le vittime che per i loro spesso inconsapevoli carnefici.
Oltre 60 giorni sono passati dalla nostra visita, ma le condizioni difficilmente possono essere mutate, in una stanza di pochi metri quadrati con letti a castello giunti al terzo piano (si fa fatica a starci in piedi tutti contemporaneamente) vivono (si fa per dire) otto persone, dico in otto con una superficie di calpestio per ognuno di pochissimi centimetri.
Ammassati peggio delle bestie destinate al macello, con l’umidità di questo caldo tropicale che lacera la pelle, in una condizione di vivibilità generale degli ambienti insalubri e soggetti ad infiltrazioni di acqua al limite della sopportazione umana e strutturale.
Noi che lottiamo per il possibile contro il probabile, il Satyagraha, la staffetta nonviolenta di uno sciopero della fame collettivo di dialogo con il Presidente del Tribunale di Salerno che avrà per obiettivi:
1. costituzione dei Consigli di Aiuto Sociale (CAS) ex art.75 O P;
2. ripristino della pianta organica dei magistrati del Tribunale di Sorveglianza di Salerno e delle visite periodiche alla Casa Circondariale, agli Istituti di Eboli e Vallo della Lucania;
3. garantire personale amministrativo presso il Tribunale di Sorveglianza per cinque giorni a settimana.
Ad extrema ratio per le ragioni e gli obiettivi sopraindicati a partire dalla notte di San Lorenzo, dalla mezzanotte di lunedì 10 agosto se non avrò risposta mi vede costretto ad iniziare a dare corpo allo sciopero della fame per dare la voce a quelli che voce non possono avere.
In attesa di Suo cortese e cordiale riscontro in merito alla nostra richiesta d’incontro.
SPES CONTRA SPEM
Donato SALZANO
segretario associazione radicale “Maurizio Provenza”
Avv. Massimiliano FRANCO
presidente associazione radicale “Maurizio Provenza”
Dott. Pancrazio CAPONETTO
tesoriere associazione radicale “Maurizio Provenza”
Avv. Emiliano TORRE
Avv. Silverio SICA
già presidente della Camera Penale e del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno
Avv. Massimo TORRE
già presidente della Camera Penale di Salerno
d.ssa Antonia AUTUORI
Imprenditrice
dott. Gennaro AVELLA
Consigliere Comunale Socialista
Avv.Guido Carrozza
