DIARIO 21°GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME DI DIALOGO CON IL DOTT. GIUSEPPE CIAMPA PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI SALERNO


D IARIO 21°GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME DI DIALOGO CON IL DOTT. GIUSEPPE CIAMPA PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI SALERNO. AFFINCHÉ POSSA DARE ASCOLTO ALLE VOCI DEI DETENUTI DI FUORNI SUI TRATTAMENTI INUMANI E DEGRADANTI E PER LA COSTITUZIONE DEI (CAS) CONSIGLI D’AIUTO SOCIALE (ex art.75 Ordinamento Penitenziario).


Buongiorno. Oggi è domenica 30 agosto. Si è partiti non a caso con la notte che la tradizione cristiana riserva alle lacrime di San Lorenzo nel dare corpo al Satyagraha. Dalla prossima mezzanotte il testimone passa da Gaetano Cocino presidente dell’associazione di ex detenuti “Lavoro in libertà” e iscritto all’associazione radicale Maurizio Provenza al prof. Bruno Gambardella presidente del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e componente del Consiglio Generale di Nessuno tocchi Caino. Appunto il Satyāgraha (nella lingua di Gandhi: insistenza della forza e l’amore per la verità, la pratica nonviolenta della resistenza passiva), quella declinata da Marco Pannella e Aldo Capitini. Il digiuno di dialogo collettivo con modalità a staffetta, per con-vincere (vincere insieme) al presidente del Tribunale di Salerno.
Noi che lottiamo per il possibile contro il probabile con la staffetta nonviolenta di uno sciopero della fame collettivo di dialogo che si pone tre obiettivi: 1. costituzione dei Consigli di Aiuto Sociale (CAS) ex art.75 O P;
2. ripristino della pianta organica dei magistrati del Tribunale di Sorveglianza di Salerno e delle visite periodiche alla Casa Circondariale di Salerno, agli Istituti di Eboli e Vallo della Lucania;
3. garantire personale amministrativo presso il Tribunale di Sorveglianza per cinque giorni a settimana.
Da mezzanotte digiuna il prof. Bruno Gambardella ( nella foto sotto ) avellinese, già assessore alla Cultura del Comune di Avellino, tra i fondatori di +Europa insieme ad Emma Bonino e Benedetto Della Vedova, presidente del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e componente del Consiglio Generale di Nessuno tocchi Caino: «Aderire a questo digiuno di dialogo è una scelta di testimonianza e di dignità, un modo nonviolento dare il mio contributo ad accendere i riflettori su sulla drammatica condizione delle nostre carceri, in questo caso quella di Salerno. ​Oggi le strutture penitenziarie versano in uno stato di cronico sovraffollamento, dove la carenza di spazi si traduce nella quotidiana violazione dei diritti fondamentali. La sofferenza fisica e psicologica, i ritardi nelle cure e l’assenza di assistenza adeguata trasformano la custodia cautelare e la pena in un trattamento degradante e inumano. ​Per la nostra Costituzione il carcere non nasce per vendicare, ma per restituire alla società persone libere e consapevoli. Quando lo Stato dimentica questo fine, commette esso stesso un’illegalità. ​Come ricordava spesso Marco Pannella nella sua instancabile lotta per l’amnistia e lo stato di diritto:
​”Oggi lo Stato italiano, per come gestisce la giustizia e le carceri, è il primo ad essere fuori dalla legge e dalla propria Costituzione. Difendere la dignità dei detenuti significa difendere la legalità della Repubblica.” ​Il 31 agosto unisco la mia voce a quella di chi chiede riforme umane e urgenti per far cessare il sovraffollamento e restituire alle carceri la funzione di recupero che la Costituzione impone, perché la civiltà del nostro Paese passa attraverso la dignità di ogni singola persona».
Ad extrema ratio per le ragioni e gli obiettivi sopraindicati a partire dalla passata notte di San Lorenzo abbiamo iniziato a dare corpo al digiuno per dare forza a chi deve decidere e dare voce a quelli che voce non possono avere. SPES CONTRA SPEM!
“Ho lottato contro la prepotenza degli impotenti, giocando il possibile contro il probabile. Se ogni vita è fatta di sfide, poi nelle sfide devi metterci la faccia”. (cit. Marco Pannella)
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