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aziente fragile dimesso a Eboli, il Nursind provinciale chiede chiarezza all’Asl Salerno
La vicenda del paziente fragile dimesso dall’ospedale di Eboli, finita al centro di una discussione sui social, riaccende il dibattito sulla tutela della dignità delle persone assistite e degli operatori sanitari. Il NurSind Salerno chiede che venga fatta piena chiarezza sulle circostanze della dimissione, evitando giudizi affrettati sul personale infermieristico e sociosanitario.
«Non accettiamo che una ricostruzione parziale si trasformi in una condanna pubblica degli operatori sanitari – dichiara Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno -. Il diritto di segnalare eventuali criticità è sacrosanto, ma prima di attribuire responsabilità occorre verificare il contesto clinico, assistenziale e sociale. La dignità del paziente va tutelata, così come quella dei professionisti che ogni giorno lavorano negli ospedali».
Tra gli aspetti da chiarire ci sono la disponibilità di indumenti puliti al momento dell’uscita, la gestione del catetere e l’eventuale coinvolgimento dei servizi territoriali. Secondo quanto riferito al sindacato, le persone presentatesi per accompagnare il paziente non avrebbero portato un cambio di vestiti. Una circostanza che, sottolinea l’organizzazione, dovrà essere verificata insieme a tutti gli altri elementi, senza trasformare le ipotesi in fatti accertati.
«La dimissione clinica non cancella i bisogni assistenziali e sociali di una persona fragile – sottolinea Adriano Cirillo, segretario generale del Nursind Salerno -. È necessario capire quale percorso sia stato predisposto, quali servizi siano stati attivati e se vi siano state difficoltà nella rete di sostegno. Non si può scaricare automaticamente sugli infermieri e sugli operatori socio sanitari la responsabilità di problemi che richiedono una valutazione complessiva».
Il Nursind provinciale chiede quindi all’Asl Salerno una ricostruzione documentata e riservata dell’accaduto, un chiarimento pubblico compatibile con la privacy del paziente e la verifica delle eventuali esigenze assistenziali ancora aperte. Al tempo stesso, invita a evitare la diffusione di immagini e informazioni identificative non necessarie. «Se emergeranno criticità, dovranno essere corrette; se invece saranno state diffuse accuse non supportate dai fatti, sarà necessario ristabilire la verità», concludono Tomasco e Cirillo, chiedendo all’Asl Salerno un riscontro scritto entro sette giorni.
