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illani (M5S Salerno): «Il meloniano Donzelli risponde con arroganza agli studenti e si sottrae al confronto. Un atteggiamento inaccettabile per chi governa»
Le parole rivolte dal deputato di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli agli studenti che manifestavano davanti a Montecitorio rappresentano, secondo Virginia Villani, già deputata del Movimento 5 Stelle e attuale coordinatrice del M5S di Salerno, un approccio alla politica distante dal rispetto e dall’ascolto che dovrebbero caratterizzare il rapporto tra istituzioni e cittadini.
«Liquidare le richieste dei giovani con un paternalistico “Crescerete e capirete come funziona” è un atteggiamento arrogante e profondamente sbagliato. Gli studenti scendono in piazza per denunciare problemi reali, dal caroaffitti al riarmo, fino alla mancanza di prospettive per il futuro. Meritano risposte concrete, non lezioni dall’alto. Chi rappresenta una forza di Governo dovrebbe avere ben chiaro che il compito delle istituzioni non è zittire chi protesta, ma ascoltare le istanze dei cittadini e lavorare per dare loro risposte», dichiara la Villani.
L’esponente pentastellata richiama quindi un’esperienza vissuta durante il proprio mandato parlamentare, quando alcune famiglie e associazioni impegnate sul tema dell’autismo, tra cui “Famiglie Unite per l’Autismo”, manifestarono davanti a Montecitorio.
«Quando eravamo al Governo e in Parlamento, di fronte a cittadini che manifestavano per rivendicare diritti o denunciare difficoltà, cercavamo il confronto. Ricordo bene l’incontro con le famiglie e le associazioni impegnate sul tema dell’autismo: fui invitata, insieme ad altri colleghi, a incontrare i loro rappresentanti e lo facemmo immediatamente. Li ascoltammo, raccogliemmo le loro preoccupazioni e approfondimmo le difficoltà quotidiane delle persone autistiche, delle loro famiglie e dei caregiver».
Da quel primo confronto prese forma un lavoro condiviso durato settimane, che contribuì alla presentazione della mozione parlamentare sull’autismo, di cui la Villani fu prima firmataria. «Quell’esperienza dimostra che l’ascolto non deve fermarsi alle parole, ma deve tradursi in atti e impegni concreti. Le istanze delle associazioni furono raccolte e portate nelle sedi istituzionali, contribuendo a costruire una proposta politica. Lo stesso movimento Famiglie Unite per l’Autismo riconobbe pubblicamente il valore di quel percorso, sottolineando l’importanza della collaborazione attiva tra istituzioni e cittadini».
Per la Villani, è proprio nella capacità di affrontare le proteste che emerge la differenza tra due visioni della politica: una che considera il dissenso un fastidio e una che lo riconosce come un’occasione per comprendere i bisogni della società. «La differenza è tutta qui: c’è chi considera le proteste un problema da liquidare e chi, invece, le considera un’opportunità per ascoltare, confrontarsi e trovare soluzioni. I giovani non hanno bisogno di sentirsi dire che un giorno capiranno come funziona il mondo. Hanno bisogno che la politica dimostri, oggi, di aver compreso le loro difficoltà e di essere disposta ad affrontarle».
La Villani conclude ribadendo la necessità di recuperare un rapporto autentico tra rappresentanti istituzionali e cittadini, fondato sul rispetto reciproco e sulla capacità di trasformare le richieste in risposte. «La politica non deve insegnare ai cittadini ad aspettare, né chiedere loro di rassegnarsi a una realtà che non funziona. Deve mettersi in ascolto, assumersi le proprie responsabilità e dimostrare, con i fatti, di essere all’altezza delle aspettative delle persone. Ai giovani che manifestano servono rispetto, risposte e interlocutori disponibili. È da qui che passa una democrazia viva e una politica davvero vicina ai cittadini».
