Ogni anno lo Stato spende miliardi per riparare i danni, invece di prevenire. La difesa del suolo non può più aspettare: servono decisioni rapide e cantieri subito.

Ogni anno lo Stato spende miliardi per riparare i danni, invece di prevenire. La difesa del suolo non può più aspettare: servono decisioni rapide e cantieri subito.

Secondo i dati più recenti del Rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico – Edizione 2024, presentato il 30 luglio 2025, la superficie nazionale a pericolosità da frana è passata da 55.400 km² nel 2021 a 69.500 km² nel 2024, pari al 23% del territorio italiano. Il quadro aggiornato indica che il 94,5% dei Comuni italiani è esposto al rischio di frane, alluvioni, erosione costiera o valanghe. Nel complesso, oltre 636.000 fenomeni franosi sono censiti sul territorio, collocando l’Italia tra i Paesi europei più vulnerabili. La popolazione complessiva a rischio frane è pari a circa 5,7 milioni di abitanti, con oltre 1,28 milioni residenti in aree ad alta pericolosità e una presenza significativa di edifici, imprese e beni culturali esposti a rischio elevato.

Tali indicatori non sono numeri astratti: negli ultimi anni la Campania ha sperimentato intensi eventi meteorologici e fenomeni di dissesto che hanno provocato danni materiali, con importanti arterie di collegamento chiuse per mesi o addirittura per anni, e allarme sociale.

Le colate di fango, smottamenti e allagamenti hanno interessato aree interne, periurbane e ormai anche urbane, con impatti su infrastrutture viarie e reti di comunicazione, aggravando il rischio per la sicurezza delle comunità e delle imprese.

Risorse disponibili: ministeriali, nazionali e PNRR

Federcepicostruzioni riconosce gli sforzi compiuti finora dal Governo per mettere risorse a disposizione degli interventi di mitigazione e prevenzione del dissesto. Nel 2024 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha reso disponibili risorse per circa 1,084 miliardi di euro dedicate specificamente agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, ripartite tra le Regioni e le Province autonome sulla base delle programmazioni territoriali e delle priorità dei piani di assetto idrogeologico.

In aggiunta, sono stati individuati ulteriori fondi per oltre 262 milioni di euro destinati a 119 progetti immediatamente esecutivi e cantierabili su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di accelerare la messa in sicurezza dei territori più fragili.

È fondamentale ricordare anche il ruolo dei fondi europei legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Nell’ambito della Missione 2 – “Rivoluzione verde e transizione ecologica” – parte delle risorse è destinata alla transizione climatica e alla mitigazione dei rischi ambientali, compresi quelli legati alla difesa del suolo. Sebbene alcune linee di intervento dedicate al rischio idrogeologico siano state oggetto di rimodulazione nel corso del Piano, restano disponibili fondi per iniziative di monitoraggio avanzato, previsione del rischio e interventi strutturali sui territori più vulnerabili.

La denuncia di Federcepicostruzioni: sburocratizzazione e capacità attuativa

Federcepicostruzioni sottolinea con forza che le risorse disponibili rischiano di rimanere inefficaci finché non si interviene con decisione sulla semplificazione delle procedure autorizzative e sull’efficienza della governance degli interventi. La frammentazione normativa e i tempi di approvazione e realizzazione dei progetti costituiscono un elemento di forte rallentamento, con gravi implicazioni per la sicurezza del territorio e per la competitività delle imprese italiane impegnate nelle opere di difesa del suolo.

Le imprese edili, in particolare quelle campane e meridionali, segnalano come l’eccesso di adempimenti amministrativi, comunicazioni ridondanti e lungaggini procedurali ostacolino l’avvio delle attività di cantiere, penalizzando non solo il settore delle costruzioni ma l’intero sistema economico locale.

Appello alla politica: governance, investimenti e resilienza

In vista delle prossime scadenze legislative e programmatiche, Federcepicostruzioni invita tutte le forze politiche e istituzionali ad assumere un impegno forte, chiaro e operativo per:

  1. Accelerare i processi autorizzativi e semplificare i passaggi burocratici tra amministrazioni locali, regionali e centrali.
  2. Rafforzare la governance tecnico-amministrativa degli interventi di difesa del suolo, favorendo una reale integrazione tra pianificazione territoriale, gestione del rischio e attuazione delle opere.
  3. Garantire continuità e certezza delle risorse, sia sui capitoli ministeriali sia attraverso la piena attuazione delle componenti del PNRR dedicate alla mitigazione dei rischi ambientali.
  4. Promuovere la cultura della prevenzione e sostenere la diffusione di tecnologie avanzate per il monitoraggio e la previsione dei fenomeni di rischio.

Conclusione

«Federcepicostruzioni – conclude il presidente nazionale, Antonio Lombardi – ribadisce con determinazione che la difesa del suolo e la prevenzione del dissesto idrogeologico non possono essere lasciate all’emergenza. È indispensabile un approccio strategico, organico e semplificato in cui politica, amministrazioni pubbliche, imprese e comunità locali siano parte attiva di un percorso condiviso di protezione, resilienza e sviluppo sostenibile».

- / 5
Grazie per aver votato!