
Tre lavoratori morti da gennaio 2026 nella provincia di Salerno, due dei quali nelle ultime 48 ore. Un dato che fotografa con una situazione indegna ormai fuori controllo e che riporta al centro il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
La CGIL di Salerno esprime profonda indignazione e fortissima preoccupazione per la drammatica sequenza di infortuni e morti sul lavoro che continua a colpire il territorio, parlando apertamente di una vera emergenza sociale e civile. Non siamo di fronte a fatalità. Siamo di fronte a un sistema che, troppo spesso, continua a mettere in secondo piano la prevenzione, la formazione, la vigilanza e il rispetto rigoroso delle norme in materia di salute e sicurezza.
Dietro questi numeri non vi sono semplici statistiche, ma vite spezzate, famiglie distrutte, comunità profondamente ferite. Per la CGIL ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta dello Stato, delle istituzioni e dell’intero sistema produttivo.
«Da troppo tempo, denuncia il sindacato, la sicurezza viene subordinata alla produttività, alla compressione dei costi, alla frammentazione degli appalti e dei subappalti, alla precarietà e alla carenza di controlli ispettivi. È indispensabile un intervento straordinario e immediato: più ispettori, più prevenzione, più formazione e una piena assunzione di responsabilità da parte delle imprese.
La CGIL di Salerno chiede con forza l’immediata convocazione di un tavolo in Prefettura con ITL, ASL, INAIL, parti datoriali e istituzioni locali, affinché si attivi un piano straordinario di monitoraggio e prevenzione sull’intero territorio provinciale. Non possiamo più assistere in silenzio a questa strage quotidiana. Ogni lavoratore che perde la vita mentre svolge il proprio dovere rappresenta una sconfitta per l’intero sistema produttivo e per le istituzioni. La sicurezza deve tornare ad essere una priorità assoluta: la vita delle lavoratrici e dei lavoratori viene prima di ogni logica di profitto», dichiara Antonio Apadula, Segretario Generale della CGIL di Salerno.
Il lavoro deve essere dignità, non rischio di morte.
La sicurezza non è un costo: è un diritto fondamentale.










