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AX PAPESCHI EXTINCTION
“Quando il sole della cultura è basso all’orizzonte, i nani hanno l’aspetto di giganti” Karl Klaus A cura di Stefania Morici e Antonio Calbi Casa del Combattente, Salerno • Lungomare Trieste, 13 Dal 7 novembre 2026 al 4 aprile 2027 Inaugurazione 7 novembre 2026 ore 17.30 Nell’ambito di Luci d’Artista A Salerno l’armata di Max Papeschi si apre al mare: 46 sculture e 3 opere luminose per un’agorà di pace Milano, 29 ottobre 2026 Dopo Milano, Malpensa, Parigi, Matera e Palermo, Extinction, il progetto di Max Papeschi a cura di Stefania Morici e Antonio Calbi, arriva a Salerno in un’edizione speciale: 46 sculture disposte a ventaglio verso il mare arricchita da tre nuove opere luminose realizzate in collaborazione con Quadruslight. L’inaugurazione è in programma sabato 7 novembre alle 17.30 alla Casa del Com battente, sul Lungomare Trieste, nell’ambito di Luci d’Artista; l’installazione resterà visibile fino al 4 aprile 2027.
Con il patrocinio del Comune di Salerno e dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, la mostra trova casa in una sede il cui nome richiama uno dei temi centrali del progetto: la guerra e il suo ruolo nella storia dell’umanità.
Extinction nasce infatti da un’ipotesi provocatoria: la specie umana si è estinta e una civiltà extra terrestre tenta di ricostruirne il passato attraverso i frammenti sopravvissuti. Le informazioni sono incomplete, i riferimenti si confondono e le interpretazioni generano una serie di errori e false ri costruzioni. Attraverso questo immaginario archeologico, Papeschi restituisce un ritratto straniante della nostra civiltà, nel quale simboli del potere e della cultura popolare si sovrappongono.
Protagonista della mostra è Zwergen Dämmerung, l’armata di terracotta con la testa di gnomo e il corpo dei guerrieri dell’esercito di Xi’an. L’opera trasforma l’immaginario militare in una presenza insieme monumentale e grottesca: la ripetizione delle figure e la loro apparente uniformità evoca no la disciplina dell’esercito, mentre il cortocircuito tra i riferimenti visivi ne destabilizza l’autori tà. Questi falsi reperti suggeriscono l’immagine di un’umanità caratterizzata da uno stato bellige rante perenne, capace di perseguire la pace attraverso lo scontro, fino a trasformare la guerra in un oggetto di venerazione. L’ironia diventa così uno strumento per interrogare le contraddizioni del presente e la distanza tra i valori proclamati e le azioni che segnano la storia collettiva.
L’ALLESTIMENTO SITE-SPECIFIC PER SALERNO
Per la tappa salernitana, Extinction si presenta in una configurazione inedita, pensata apposi tamente per la Casa del Combattente dall’architetto Giovanni Musica dello studio MGAlab. Le 46 sculture non saranno disposte nella tradizionale formazione militare, ma secondo un disegno a ventaglio aperto verso il mare, come un abbraccio ideale al Mediterraneo. Un’armata che non avanza per conquistare, ma si apre al dialogo: un gesto architettonico che rovescia la logica del fronte e trasforma la piazza in un’agorà di pace.
Alla Casa del Combattente, il progetto acquista un’ulteriore risonanza: il riferimento al conflitto inscritto nel nome della sede entra in dialogo con un’opera che mette in discussione la sua conti nua ripetizione. Lo sguardo alieno immaginato da Papeschi invita il pubblico a osservare l’umanità dall’esterno e a chiedersi quale testimonianza lascerebbe di sé.
PERCHÉ SALERNO
Salerno non è una tappa casuale. È una città che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte: ha fatto della memoria, dell’accoglienza e della cultura un antidoto alla guerra e un argine all’imbarbari mento e all’ignoranza, trasformando la storia dello Sbarco in un emblema di pace e di rinascita.
Portare qui Extinction significa farlo in una città che sceglie di rispondere con la cultura e con il coraggio delle idee.
“Oggi più che mai dobbiamo dire NO alle guerre, all’imbarbarimento culturale, all’ignoranza”afferma Stefania Morici, curatrice del progetto. “Le cronache di questi giorni ci mostrano una società sempre più in ginocchio, in cerca di spiragli. L’arte deve indicare una direzione: Extinction parla di un mondo in estinzione, ma è un inno alla speranza.”
“Fate l’amore, non fate la guerra: è lo slogan che, dai movimenti studenteschi della fine degli anni Ses santa, ha scosso il mondo occidentale e dato il via a un’ondata di antimilitarismo diffusa in tutto il globo” dichiara Antonio Calbi, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi e co-curatore del progetto. “Oggi più che mai è necessario ribadire con rinnovata forza che i conflitti armati portano solo distruzione e dolore, e impegnarci affinché il dialogo e il confronto tornino a essere le “armi” della diplomazia internazionale. Extinction è il gesto estetico e politico insieme che Max Papeschi ci sbatte in faccia, con ironia ma senza dimenticare il pensiero. Il piccolo plotone di guerrieri con la testa di gnomo ci interroga e ci sprona a riflettere, sorridendo ma non meno intensamente. Da Milano a Parigi, da Matera a Palermo e ora a Salerno, le sculture di Extinction non si fermano: proseguono con il loro messaggio di pace e di bellezza”.
Con il suo linguaggio ironico e dissacrante, Extinction trasforma il racconto di una possibile estin zione in una riflessione sulla responsabilità del presente, sulla fragilità della memoria e sulla capa cità dell’uomo di riconoscere i propri paradossi e, forse, di salvarsi.
Le opere di Zwergen Dämmerung, parte del progetto Extinction di Max Papeschi, giungono a Salerno grazie al prestito a titolo gratuito concesso da Emanuele Ferreri e Alessandro Siviero, collezionisti e fondatori dell’Associazione ArTI, che con questa iniziativa intendono contribuire alla diff usione dell’arte contemporanea e al dialogo tra cultura, istituzioni e territorio.
“Crediamo che il valore di un’opera d’arte si esprima pienamente quando incontra il pubblico e diventa occasione di rifl essione e confronto. Con questo spirito abbiamo scelto di mettere gratuitamente a dispo sizione le opere di Extinction, condividendo con la città di Salerno e le sue istituzioni un progetto che, attraverso l’ironia, ci invita a interrogarci sul nostro tempo e sulla responsabilità di costruire un futuro di pace” commentano Emanuele Ferreri e Alessandro Siviero.
L’edizione salernitana è realizzata con il supporto della Fondazione Filiberto e Bianca Menni e dell’Associazione Limen.
L’evento è stato realizzato grazie al contributo di diversi partner che ne hanno permesso la rea lizzazione.
